Prokart – Ricambi per Kart: il carburatore a membrana

Creato: 26 Giugno 2017

 

IL CARBURATORE A MEMBRANA: QUESTO SCONOSCIUTO

Nell'articolo precedente abbiamo fatto una sommaria descrizione dei vari motori esistenti per i nostri bolidi, menzionando più volte uno degli accessori fondamentali al funzionamento del propulsore stesso: il carburatore. Se avete buona memoria, ricorderete che abbiamo citato due tipi di carburatore: a membrana e a vaschetta. Oggi cercheremo di trattare più nel dettaglio il carburatore a membrana.

 

IL GERGO DEL CARBURATORE

Se siete già frequentatori di piste e di kartisti, avrete notato che le regolazioni sul carburatore in questione vengono espresse in minuti: quante volte vi hanno detto “chiudi” di cinque minuti, “ingrassa” ai massimi di dieci minuti. Ora vi spiegheremo il tutto nel dettaglio.

Provate a pensare alle viti come a delle lancette di un orologio, dove 15 minuti sono rappresentati da una rotazione di 90° e 30 minuti da una rotazione di 180°.

Guardate ora la figura sottostante, come vedete abbiamo evidenziato in rosso la posizione della vite dei minimi.

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Guardate la seconda immagine, la posizione della vite dei minimi è cambiata di 180° in più, ovvero di 30 minuti (è stata girata in senso anti orario). Possiamo quindi affermare di aver “ingrassato i bassi” di 30 minuti. Se avessimo voluto smagrire, avremmo dovuto compiere una rotazione di 180° ma in senso opposto, ovvero orario.

Facile vero?

LE REGOLAZIONI DI BASE

Cerchiamo di chiarire quali possono essere le regolazioni di questo tipo di carburatore, ovvero la vite dei “bassi” (la vite della quale parlavamo un attimo fa e che abbiamo sottolineato nelle immagini) e degli “alti”, incaricate rispettivamente di regolare l’apporto di benzina da mischiare all’aria in ingresso al motore ai bassi e agli alti regimi del motore stesso. Alcuni carburatori, come il blasonato Ibea L2, presentavano una terza vite (posta più in alto rispetto le altre due), detta Power Jet; diciamo che, per cominciare, conviene non prendere in considerazione tale vite (che, se presente, può essere lasciata “chiusa”).

Ma come capire se la regolazione è corretta?

Iniziamo dai bassi, prendendo come esempio il motore per eccellenza del kart, il 100cc. Questi motori, come indicato nell’articolo precedente, erano più facili da carburare in quanto privi della valvola di scarico. Si parte sempre con una carburazione ricca di benzina (in gergo,  grassa) sia ai bassi che agli alti.

Regoliamo quindi il nostro carburatore a un giro e mezzo su ambo le viti. Scaldate il vostro motore mettendo in moto il kart sul carrello, facendogli raggiungere una temperatura dell’acqua (ove presente un impianto di raffreddamento a liquido) di circa 35 gradi. Questo perché, durante l’utilizzo in pista, il vostro motore non sarà mai freddo ed è risaputo che una temperatura elevata del motore smagrisce la carburazione. Un piccolo consiglio: quando scaldate il kart sul carrello, utilizzate una candela che non utilizzerete per correre, questo per evitare di bagnare la candela “buona”.

Fatto ciò, non dovrete far altro che entrare in pista. Vi renderete subito conto che, con questa regolazione, il motore è “pigro”. Ai bassi, affondando l’acceleratore e guardando lo scarico della vostra marmitta, noterete una notevole fumata bianca, senza che il kart prenda prontamente a dare potenza; ciò significa che la carburazione ai bassi è troppo ricca. Iniziate a smagrire la carburazione di 5 minuti alla volta, curva dopo curva, sino a quando il motore non prenderà a “spingere”; è però importante, ad ogni accelerazione, che si presenti sempre una piccola “fumata” dalla marmitta.

Sistemati i bassi, passiamo agli alti. Il discorso è molto più semplice: in rettilineo noterete che il motore, arrivato ad un certo regime, tenderà a “murare”, ovvero si fermerà ad un numero di giri motore senza più avanzare. Un motore 100cc di ultima generazione ha un regime di rotazione massimo che, a seconda del motore e del suo setup, oscilla dai 19000 a poco più di 20000 giri. Ricordate sempre, il vostro motore (parlando sempre di 100cc) dovrà prendere giri sino al momento della “staccata”. Quindi, smagrite la carburazione sino a quando ciò non avviene (prestate sempre attenzione e ricordatevi di “tappare” il filtro dell’aria in fondo ai rettilinei, per permettere un maggiore apporto di benzina nel motore, aumentandone la lubrificazione).

Con le telemetrie di oggi ottenere una buona carburazione è più semplice, in quanto vi sono maggiori riferimenti, come i giri massimi raggiunti, i giri minimi e soprattutto la temperatura dei gas di scarico che (più alto sarà questo valore e più la carburazione sarà magra, un valore massimo corretto può essere 600°, anche se bisogna tenere conto di dove viene posizionato il sensore e del tipo di motore).

Un ultimo consiglio: non pensate che la carburazione, una volta trovata, vada sempre bene; ci sono molte variabili in gioco, una di queste è la temperatura dell’aria (una giornata con una temperatura fredda avrà bisogno di un maggior apporto di carburante mentre, durante una giornata calda, si dovrà “smagrire” la carburazione).

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