Prokart – Ricambi per Kart: i primi passi verso il mondo del kart, la scelta del mezzo

Creato: 11 Giugno 2017

 

Ciao a tutti, oggi vogliamo trattare un breve articolo dove speriamo di poter aiutare chi per la prima volta si avvicina a questo sport nella scelta del mezzo. Per prima cosa, bisogna stabilire che tipo di motore si vuole usare; esistono quindi due macro-categorie, il KZ (kart a marce) o il monomarcia, che andremo ora a vedere nel dettaglio.

Per motori monomarcia si intendono tutti quei motori che non dispongono del cambio e che quindi hanno una erogazione più fluida della coppia e della potenza per un lasso di giri motore più ampio. Vediamo insieme quali tipi di propulsori si possono trovare:

100cc a presa diretta: questo è uno dei motori, seppur non più in produzione, di gran lunga più apprezzato dalla maggior parte dei kartisti, in quanto di semplice utilizzo e dai costi di manutenzione tutto sommato contenuti. Bisogna fare distinzione tra i motori più datati con raffreddamento ad aria, oppure a liquido; quest’ultimo, per funzionare, necessita di una pompa dell’acqua (solitamente fissata tramite apposito supporto al telaio e azionata da dei “cinghioli” che trasmettono il moto dall’assale alla pompa stessa) e di un radiatore. L’insieme di tutto ciò è detto impianto di raffreddamento. Altra importante distinzione è data dal tipo di immissione del carburante, che può essere controllata da una valvola (o disco) rotante oppure da delle lamelle che, a seconda del momento, aprono e chiudono permettendo l’ingresso della miscela aria/benzina. Meno diffusi invece erano i motori “piston port”, con immissione dettata direttamente dal moto del pistone (facilmente riconoscibili, in quanto il carburatore veniva fissato direttamente sul cilindro invece che sul carter).

Il vantaggio di questi motori è nella semplicità di utilizzo: basterà infatti carburare correttamente il kart (la carburazione verrà trattata nei prossimi articoli) e macinare km. Il carburatore è a membrana. Questo motore non dispone di frizione e la partenza avviene spingendo il mezzo (i kartisti più abili “saltano dentro al volo” mentre spingono il kart).

KF: per quanto riguarda i KF, il raffreddamento è sempre e solo a liquido, ma la pompa dell’acqua è integrata nel motore (non si avrà quindi la presenza di cinghioli e pompa dell’acqua esterna). Le due macrocategorie per i KF sono:

KF2: motore molto prestazionale, grazie alla presenza di una valvola parzializzatrice sullo scarico, che di fatto aumenta l’apertura dello scarico stesso in relazione al numero di giri.

KF3: stesso principio di funzionamento del KF2 ma senza valvola di scarico, quindi meno prestazionale.

In ambedue le versioni è presente una frizione centrifuga e un dispositivo (motorino) di avviamento, che permette di accendere il kart senza alcuno sforzo (semplicemente girando una chiave o premendo un pulsante, a seconda del motore). Il carburatore, come per il 100cc, è di tipo “a membrana”. A causa della presenza della valvola di scarico, il KF2 richiede maggiore attenzione nella carburazione, ma questo, come detto qualche riga fa, lo tratteremo nel prossimo articolo.

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L’evoluzione dei motori KF è l’OK; anche per loro esiste una versione con valvola (OK) e senza valvola di scarico (OK Junior). In questa tipologia di motori è stato eliminato il motorino di avviamento e al suo posto è stata inserito un depressore sulla testa, che permette di spingere il kart facendo meno fatica (di fatto, il depressore fa “sfiatare” il motore, come se non fosse presente la candela, chiudendosi permette l’avviamento del kart).

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TAG: qui si apre un mondo; i motori TAG sono molto simili ai KF, a seconda della categoria ne esistono con o senza valvola di scarico, alcuni di loro sono dotati di carburatore a membrana mentre altri (come il vecchio ROK) utilizzano i carburatori di tipo tradizionale a vaschetta (per intenderci, quelli montati sui vecchi scooter). 

Arriviamo a parlare ora della classe regina, ovvero il KZ: questo tipo di motore è dotato di cambio a sei rapporti, ha una erogazione molto più aggressiva potendosi permettere di lavorare in un range di giri meno ampio e richiede una abilità nella guida superiore a quella di un “rookie”. Anche per quanto riguarda la carburazione occorre avere nozioni un po’ più approfondite, in quanto questi motori sono tutti dotati di carburatore a vaschetta. Salvo rari modelli, la partenza avviene a spinta, ma tutto questo è facilitato dal fatto che durante il kart può comodamente essere messo in folle.

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SI MA… QUANTO COSTA?

La domanda che tutti si fanno è: quanto costa un motore di un kart?

Parliamo, per chi inizia e non ha alte pretese, di motori usati… qui il prezzo può variare dalle 500 euro per un 100, sino ai 3000 per un motore KZ seminuovo. È importante fare una precisazione: a volte, su vari mercatini, si trovano in offerta motori per cifre irrisorie… state attenti, potreste trovarvi a spendere molto di più per riparare i danni che potrebbe eventualmente riportare il motore (leggere grippate, albero motore consumato, biella logora, ecc…). Anche questo, verrà trattato più nel dettaglio nei prossimi giorni.

 

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